Antonio Canova. L’invenzione della bellezza - Opera d'arte totale in forma di libro

gallery

L’opera d’arte Antonio Canova. L’invenzione della bellezza rappresenta la sintesi delle due maggiori eccellenze italiane: l’immenso patrimonio artistico culturale del nostro paese e la plurisecolare tradizione alto-artigianale dell’Italia.

Celebrare il genio creativo di Antonio Canova, scultore classico per eccellenza e primo ambasciatore universale della bellezza italiana, è l’occasione per realizzare un’opera d’arte capace di raccogliere attorno a sé le eccellenze artistiche e artigianali di qualità del nostro Paese.

10 esemplari speciali dell’opera d’arte in forma di libro sono stati realizzati, in collaborazione con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quale omaggio ai capi di Stato che hanno partecipato al Summit G8 dell’Aquila l’8 luglio 2009. I maestri artigiani che hanno realizzato le opere hanno lavorato congiuntamente, come nel Rinascimento, affinché l'opera venisse donata al mondo come emblema del Made in Italy e del saper fare bene italiano.

Successivamente l’opera è stata realizzati in ulteriori 25 esemplari che si differenziano dalla versione G8 principalmente per le cinque incisioni interne che, in quest’ultima versione, rappresentano le sculture realizzate dall’artista per istituzioni e uomini e donne di potere del suo tempo - da George Washington a Paolina Borghese, da Ferdinando IV a Maria Luigia d’Austria a Leopoldina Esterhazy - confermando la vocazione di Canova come vero e proprio artista prediletto dai grandi della terra.

Mimmo Jodice

È considerato il massimo fotografo italiano vivente. Jodice è l’artista contemporaneo che più di tutti è riuscito a cogliere il “rapporto sensuale” che il Canova instaurava con i suoi marmi. A lui si devono lesettantasei immagini dell’opera. Ogni singolo esemplare è arricchito da una fotografia originale stampata su carta baritata e firmata dall’artista partenopeo. Gli scatti, in bianco e nero, ci forniscono una reinterpretazione originale e unica del genio di Possagno. Ogni foto diventa così opera d’arte essa stessa, bella quanto quella che l’ha ispirata. Mimmo Jodice ha pubblicato innumerevoli volumi e ha esposto nelle più importanti sedi pubbliche e private in Italia, Europa, Stati Uniti. La sua opera è presente nelle più grandi collezioni museali del mondo.

La carta

Francesco Natali delle Cartiere Magnani, Pescia (Pistoia) ha realizzato la carta per i testi e le tavole di Canova: una carta “velata” in puro cotone con filigrana realizzata a mano su telaio che riproduce la firma di Antonio Canova.
Le Cartiere Magnani risalgono al 1404. Molti personaggi illustri, nel corso degli anni, si sono serviti della carta Magnani, da Napoleone a Picasso, da Gabriele D’Annunzio a Pietro Annigoni.

La stampa

Luigi Berardinelli della Stamperia d’arte Berardinelli, Verona ha curato la stampa dei testi, delle immagini, delle tempere e delle incisioni del Canova. I testi sono stati stampati in litografia al torchio, le tempere in litoserigrafia, le immagini in litografia al torchio, le incisioni ad acquaforte, i disegni in litografia. La stamperia ripercorre i fasti e la sapienza degli antichi stampatori d’arte del Veneto coniugando la tradizione lagunare con i nuovi orizzonti dell’arte contemporanea.

La carta marmorizzata

Laura Berretti di Marbled Arts, Strada in Chianti (Firenze) ha realizzato la carta marmorizzata dei risguardi dell’opera con colori tutti naturali, ricavati da una speciale gelatina che si estrae da un’alga marina. Sui colori, che galleggiano in superficie, vengono deposti i fogli in modo che il disegno si trasferisca sulla carta. L’effetto ottenuto è quello delle venature tipiche del marmo.

Il velluto

Alberto Bevilacqua e Maddalena Vianello, nella loto bottega veneziana, hanno realizzato il broccato di velluto con classico disegno rinascimentale impreziosito da trama di filo oro tessuto su telai e orditori settecenteschi, che avvolge il piatto e il dorso di copertina. L’antica tessitura d’arte Luigi Bevilacqua opera a Venezia dal 1875 secondo la tradizione della storica scuola della Serenissima.

Il marmo

Luciano Massari degli Studi d’arte Cave Michelangelo, Carrara, ha realizzato il bassorilievo in marmo posto in apertura dell’opera. Il marmo è stato tratto dai blocchi più pregiati delle cave dei Fantiscritti, le stesse che rifornivano Antonio Canova. Il bassorilievo in marmo, che ripropone un particolare dell’opera canoviana Le Grazie e Venere danzano davanti a Marte, è stato scolpito dal maestro Luciano Massari e rifinito totalmente a mano da esperti scalpellini con la tecnica del trapano a violino. Infine, il bassorilievo è stato ultimato con una patina rosacea come Canova stesso usava fare per le sue sculture.
Gli Studi d’arte Cave Michelangelo perpetuano nel tempo la tradizione della lavorazione del marmo michelangiolesco.

La cromia

Modesto Rigoldi di Pluscolor, Milano, ha eseguito il controllo cromatico su ognuna delle settantasei foto di Mimmo Jodice.

La rilegatura

A Bruno Superti de L’Arte del Libro, Pantalla Borgo (Perugia), si deve la finalizzazione dell’opera. Ha rilegato manualmente a telaio ogni singolo foglio, fotografia, incisione, acquerello e disegno. Ha applicato i risguardi in carta marmorizzata e incastonato il bassorilievo di marmo sul fronte dell’opera utilizzando macchine antiche ormai fuori produzione da anni.

Il cuscino

Stefano Belfiore, Tolentino (Macerata), ha realizzato il cuscino, su cui appoggiare l’opera in occasione del suo sfoglio, con velluto pregiato oro con la tecnica del capitonnè.

La custodia

Fabrizio Gentili, Fossombrone (Pesaro Urbino), ha realizzato la custodia in plexiglass che contiene l’opera d’arte.

Lo scrigno

Carmine Baratta, Imola (Bologna), ha realizzato il contenitore in cui viene trasportata l’opera d’arte. E’ in legno di abete, serigrafato con la firma di Antonio Canova.

move previous move next gallery