Caterina de’ Medici, regina e mecenate è un’opera d’arte totale in forma di libro dedicata ad una delle massime figure storiche che meglio hanno espresso il genio femminile. Genio che si manifesta anche attraverso le donne che hanno realizzato l’opera e che rappresentano le maggiori eccellenze alto artigianali artistiche italiane al femminile.
Caterina, reggente ancor molto giovane, fu donna di amplissimi e lucidi progetti, capace di sogni mirabili in una corte in cui convivevano l’esercizio del potere e la protezione delle arti, il piacere del libro, della danza, del teatro e della cucina. A lei, Marilena Ferrari-FMR, Casa d’Arte e Fondazione, dedica un’opera d’arte in forma di libro e una mostra, per restituirci una preziosa testimonianza del ruolo di grande mecenate che Caterina ebbe nel corso di quasi trent’anni di regno, influenzando fortemente la cultura e l’arte del Cinquecento.
Con questo straordinario progetto, Marilena Ferrari-FMR riporta l’arte del libro all’antica grandezza e, per mezzo di opere che competono in bellezza e in ingegno con quelle che nascevano nelle grandi officine rinascimentali, recupera e valorizza il processo creativo e artigianale del “prodotto” artistico e del “saper fare bene italiano”.
I fogli in pergamena, di pregiata pelle d’agnello, sono stati realizzati con cura con una particolare formula nella bottega La pergamena antica di Emanuela Viviani in Sona, che ha utilizzato il tradizionale procedimento della raschiatura a mano per renderli idonei ad accogliere la scrittura. Alla dimensione notevole delle pergamene si è voluta regalare la stessa preziosità che caratterizza opere di più piccolo formato, per impedire alla pagina di somigliare a un disegno o a una pittura a gouache, e lasciare inalterata la ricchezza di un lavoro lentamente costruito nel tempo.
La virtuosa trascrizione in scrittura italica è stata eseguita secondo l’uso cinquecentesco a pennino dalla calligrafa Barbara Calzolariin Bologna, che si è ispirata all’opera di Bernardino Cataneo, maestro scriba dell’Università di Siena alla metà del Cinquecento. L’inchiostro scelto per la stesura è il ferrogallico, uno speciale inchiostro ottenuto da una miscela di noce di galla e sali di ferro, utilizzato per la sua bellezza e l’eccezionale resistenza.
All’interno dell’opera d’arte trovano posto sei tavole a piena pagina che rappresentano momenti ispirati o tratti dalla vita di Caterina de’ Medici, e ventisei capilettera con iniziale decorata con segno alfabetico ed elementi a ornato che rimandano più strettamente al contenuto delle lettere. Le sei tavole, varie negli elementi compositivi, hanno una precisa connotazione stilistica e una caratterizzazione che trae ispirazione dalla storia della miniatura francese. Tutte le miniature, nate dal disegno a punta di piombo e grafite, e fatte vivide dai colori vegetali combinati così da rispettare gli otto colori canonici di antica tradizione, sono frutto dell’invenzione di Stefania Sotti, in Milano.
Volendo rispettare nel modo più fedele possibile metodi e pratiche di miniatura rinascimentale, negli esecutivi su pergamena sono stati utilizzati diversi materiali, dall’allume di rocca alla gomma arabica, dai pigmenti in polvere alla chiara d’uovo, alle foglie d’oro per la decorazione di cornici e capilettera.
Fulcro ideale della composizione è l’imponente maiolica, incastonata sul fronte dell’opera, raffigurante Caterina de’ Medici sormontata proprio dalla Crocifissione. La miniatura su maiolica misura 32x47 cm., ed è stata dipinta a mano con colori naturali e applicazioni in oro 24 carati, invetriata e cotta al terzo fuoco. L’atelier Maioliche d’arte di Gina Pelli in Deruta ha realizzato anche nove maioliche, di forma ovale e circolare, preziosamente decorate secondo la più antica tradizione di lavorazione della maiolica, con interventi in oro 24 carati ottenuti attraverso la delicata tecnica del terzo fuoco, che arricchiscono lo scrigno. Nei nove medaglioni in maiolica sono raffigurati episodi della vita di Cristo: nei quattro più grandi l’Annunciazione, Il bacio di Giuda, la Via Crucis, la Pietà; nei cinque più piccoli San Giovanni Battista, la Resurrezione, Noli me tangere, la Maddalena e la Crocifissione.
L’opera è rifinita manualmente in ogni suo particolare e rivestita in pelle di vitello tinto al naturale alla botte, decorata da impressioni in foglia oro, raffiguranti emblemi e monogrammi di Caterina, ottenute da Marta Minelli tramite stampa a caldo, presso l’Antica legatoria Steri in Corciano.
Il trittico ospita nella parte centrale il volume, composto da ventinove fogli in pergamena naturale nel formato chiuso di centimetri 34 x 55, cucito a mano con doppio capitello, rilegato dalle sapienti mani della legatrice Marta Minelli secondo le antiche tecniche rinascimentali.
Caterina de’ Medici, regina e mecenate si presenta in forma di trittico realizzato artigianalmente in legno di ajus da maestre ebaniste in Mantignana. Lo scrigno trae ispirazione dal magnifico Triptyque de Deuil appartenuto alla stessa Caterina e oggi conservato presso il Musée national de la Reinessance di Ecouen, in Francia: una sorta di piccolo altare privato presso il quale la regina usava pregare.