Deus caritas est - Opera d'arte totale in forma di libro

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Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”: questo il solenne incipit della prima enciclica di Benedetto XVI. Il testo, di grande intensità e bellezza, rappresenta l’avvio del magistero del Papa.

Le motivazioni dell’opera

Deus caritas est  nasce dall’idea che la parola del Signore è parola detta non solo per essere ascoltata, ma anche per essere ammirata nella sua bellezza come un segno che efficacemente manifesta, attraverso lo splendore delle forme, la profondità del vero. Riprendendo la tradizione dell’epoca migliore dell’arte del libro, Marilena Ferrari FMR, Casa Editrice d’Arte e Fondazioneha trasformato un testo di alto valore culturale e simbolico in un’opera d’arte in forma di libro degna di figurare a fianco dei grandi testi ecclesiastici del passato.
Del Deus caritas est sono stati realizzati solamente cinque esemplari, con un’attenzione al recupero del meglio del “fare italiano” tanto nella composizione quanto nell’illustrazione e nella rilegatura.
Il primo è stato destinato al Santo Padre. I successivi esemplari, tutti firmati da Papa Benedetto XVI, verranno destinati alle più importanti Cattedrali del mondo affinché il numero più alto possibile di fedeli possa ammirare e condividere la bellezza della verità e la verità della bellezza.

Le carte

All’interno, la carta in puro chiffon, appositamente creata per questa opera con una particolare formula, è stata realizzata manualmente su telaio dalle Cartiere Artem, in Fabriano. Racchiusa in ogni foglio si scorge in controluce una preziosa filigrana, ottenuta modellando e sagomando una trama di fili metallici, fino a riprodurre il sacro frammento su cui è incisa la scritta: Petros eni.

I risguardi

Una raffinata carta marmorizzata impreziosisce i risguardi che uniscono il corpo del libro alla copertina. Eseguiti dalla toscana Laura Berretti con la tecnica della marmorizzazione, la stessa adottata per le più preziose edizioni dei secoli aurei dell’arte libraria, richiedono l’applicazione di una particolare formula. Per ottenere questi piccoli capolavori di carta, il colore diluito con fiele viene fatto gocciolare su una sostanza gelatinosa a base di lichene marino e poi steso sul foglio e lavorato con “pettini”. L’effetto è quello delle venature tipiche del marmo.

La calligrafia

La trascrizione della prima enciclica di Sua Santità Benedetto XVI è stata eseguita a pennino dalla calligrafa bolognese Barbara Calzolari. L’inchiostro scelto per la stesura è il ferrogallico, ottenuto da una miscela di noce di galla e sali di ferro, utilizzato non solo per la sua bellezza ma anche per la sua eccezionale resistenza. Al nero ferrogallico è abbinato l’inchiostro rosso, a indicare la scrittura corsiva nel testo papale. Il “Fraktur”, carattere ideato alla corte di Massimiliano I d’Asburgo nel 1513 e rielaborato nel corso dei secoli fino a divenire emblema di grazia e di bellezza, è stato scelto per il segno rigoroso ed elegante, simbolo stesso della cultura tedesca.

La miniatrice

L’arte della calligrafia è da sempre associata a quella della miniatura. I preziosi fregi miniati, nati dal disegno a punta di piombo e grafite e resi vividi dalla stesura di colori vegetali, sono frutto dell’arte della miniatrice bolognese Tiziana Gironi. Ispirate alla magnifica impresa della Bibbia di Gutenberg, le decorazioni evocano, con motivi vegetali e floreali, le leggi che governano la creazione. Scandiscono l’inizio di ogni brano splendidi capilettera lombardi ornati con il blu, il rosso e con la solenne luminosità dell’oro zecchino. I fregi sapientemente tracciati con colori vivaci e brillanti donano a ogni pagina armonia formale e cromatica in una suggestiva unione di bellezza fisica e spirituale.

La rilegatura

Le pagine manoscritte e miniate sono rilegate a mano presso un’antica legatoria, con un intreccio di fili di cotone, d’oro e di seta e, infine, piegate e racchiuse in una pregiata copertina in velluto di seta che avvolge i piatti e il dorso dell’opera. Realizzato presso la Manifattura Tessile di Nole. Il velluto di seta è simbolo dell’eleganza del made in Italy nel mondo.

L’argento

L’imponente copertina costituita da 18 kili d’argento massiccio, disegnata sul modello dei preziosi volumi del passato, appare come una trama finemente ricamata a mano nata dalla sapiente esperienza del laboratorio artistico di Giuseppe Belotti, in Erbusco, attraverso i procedimenti della fusione a terra, di cesellatura e di patinatura. Su ciascuna copertina sono incastonate due medaglie a bassorilievo create appositamente da un maestro scultore per quest’opera e realizzate, cesellate e patinate a mano a partire da un modello di cera.

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